Il redattore capo della Ā«Gazzetta di N⦠ā¦Ā» correva nervosamente su e giù per la vasta sala della redazione. Teneva un numero della gazzetta in mano, allora uscito dal torchio, e lāagitava furiosamente, gridando e bestemmiando a scatti. Il redattore era un omiciattolo dal volto angoloso, magro, ornato dāuna barbetta nera e di un paio dāocchiali dāoro. Sbatteva i piedi con forza sul tavolato della stanza, sgambettando e girando intorno alla lunga tavola, coperta di giornali spiegati, di bozze di stampa e di fogli di Ā«originaleĀ», che stava in mezzo alla sala. Vicino a questa tavola, con una mano appoggiata sullāorlo di essa, stava in piedi lāamministratore, un grande uomo biondo, non più giovane, il quale osservava il redattore coi suoi occhi allegri e chiari, mentre un sorriso si disegnava sul suo grosso faccione.
Il redattore capo della Ā«Gazzetta di N⦠ā¦Ā» correva nervosamente su e giù per la vasta sala della redazione. Teneva un numero della gazzetta in mano, allora uscito dal torchio, e lāagitava furiosamente, gridando e bestemmiando a scatti. Il redattore era un omiciattolo dal volto angoloso, magro, ornato dāuna barbetta nera e di un paio dāocchiali dāoro. Sbatteva i piedi con forza sul tavolato della stanza, sgambettando e girando intorno alla lunga tavola, coperta di giornali spiegati, di bozze di stampa e di fogli di Ā«originaleĀ», che stava in mezzo alla sala. Vicino a questa tavola, con una mano appoggiata sullāorlo di essa, stava in piedi lāamministratore, un grande uomo biondo, non più giovane, il quale osservava il redattore coi suoi occhi allegri e chiari, mentre un sorriso si disegnava sul suo grosso faccione.