A metà degli anni ottanta, uno dei paesi più poveri dell’Africa ha sognato di poter davvero costruire il proprio futuro grazie a un giovane capitano rivoluzionario. Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987, ha cacciato i francesi attraverso un colpo di Stato e traghettato quello che veniva chiamato Alto Volta verso l’indipendenza. Ha trasformato la sua terra partendo dal basso, entrando in sintonia con il popolo e convincendolo a uscire dalla miseria con le proprie forze. Anticonformista, brillante oratore, con uno stile di vita sobrio Sankara conduceva le sue battaglie per l’autodeterminazione del popolo burkinabé. Forse ingenuo o forse sognatore, era un ecologista e femminista ante litteram: difendeva la fragile natura saheliana e voleva emancipare le donne dallo sfruttamento della cultura tradizionale. Thomas Sankara venne fatto uccidere il 15 ottobre 1987 dal suo amico più caro e compagno di lotta, Blaise Compaoré. Ma il suo pensiero è rimasto un esempio per il mondo postcoloniale: la sua immagine e le sue parole campeggiano sulle magliette, sugli adesivi delle auto, nei disegni sui muri. Grazie alle battaglie che ha combattuto, il suo sogno di «osare inventare l’avvenire» è ancora vivo tra i giovani che ne evocano il nome. Marco Aime, una delle voci più autorevoli degli studi antropologici in Italia, costruisce un discorso storicamente accurato, con una narrazione serrata che non cede mai all’agiografia: un’analisi profonda e appassionata della vita di un uomo che ha incarnato un sogno di trasformazione sociale radicale, ma anche un’occasione di riflessione sui meccanismi di potere, sulle dinamiche di resistenza e sulla possibilità di costruire alternative politiche autentiche. Completano il volume una preziosa postfazione a cura di Andrea de Georgio, che inquadra l’eredità sankariana nel Burkina Faso di oggi – tra radicalismo islamico e ingerenza russa –, e la selezione di quattro discorsi di Sankara rimasti nell’immaginario collettivo, interventi che ancora oggi risuonano incredibilmente moderni.
A metà degli anni ottanta, uno dei paesi più poveri dell’Africa ha sognato di poter davvero costruire il proprio futuro grazie a un giovane capitano rivoluzionario. Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987, ha cacciato i francesi attraverso un colpo di Stato e traghettato quello che veniva chiamato Alto Volta verso l’indipendenza. Ha trasformato la sua terra partendo dal basso, entrando in sintonia con il popolo e convincendolo a uscire dalla miseria con le proprie forze. Anticonformista, brillante oratore, con uno stile di vita sobrio Sankara conduceva le sue battaglie per l’autodeterminazione del popolo burkinabé. Forse ingenuo o forse sognatore, era un ecologista e femminista ante litteram: difendeva la fragile natura saheliana e voleva emancipare le donne dallo sfruttamento della cultura tradizionale. Thomas Sankara venne fatto uccidere il 15 ottobre 1987 dal suo amico più caro e compagno di lotta, Blaise Compaoré. Ma il suo pensiero è rimasto un esempio per il mondo postcoloniale: la sua immagine e le sue parole campeggiano sulle magliette, sugli adesivi delle auto, nei disegni sui muri. Grazie alle battaglie che ha combattuto, il suo sogno di «osare inventare l’avvenire» è ancora vivo tra i giovani che ne evocano il nome. Marco Aime, una delle voci più autorevoli degli studi antropologici in Italia, costruisce un discorso storicamente accurato, con una narrazione serrata che non cede mai all’agiografia: un’analisi profonda e appassionata della vita di un uomo che ha incarnato un sogno di trasformazione sociale radicale, ma anche un’occasione di riflessione sui meccanismi di potere, sulle dinamiche di resistenza e sulla possibilità di costruire alternative politiche autentiche. Completano il volume una preziosa postfazione a cura di Andrea de Georgio, che inquadra l’eredità sankariana nel Burkina Faso di oggi – tra radicalismo islamico e ingerenza russa –, e la selezione di quattro discorsi di Sankara rimasti nell’immaginario collettivo, interventi che ancora oggi risuonano incredibilmente moderni.